Salute Fisica e Mentale dopo il terremoto del Centro Italia

Disastri naturali e/o causati dall’uomo possono associarsi ad una grande sofferenza fisica ed emotiva nelle popolazioni e comunità che ne vengono colpiti. L’Italia è un Paese che nel corso della sua storia è stato colpito da numerosi disastri di dimensioni sia moderate che severe.

Le abilità di resilienza della Società Italiana sono largamente conosciute. L’Italian National Trauma Center (INTC) nasce sulla base di tale consapevolezza e si pone l’obiettivo di supportare la resilienza individuale e sociale nelle popolazioni e comunità devastate da aventi traumatici e violenti.

L’INTC rappresenta una realtà unica nel suo genere e si colloca come pioniere nel campo delle esperienze traumatiche legate a disastri naturali e/o causati dall’uomo. Viene utilizzata una metodologia scientifica al fine di promuovere interventi che possano ripristinare una condizione di salute fisica e psichica in coloro che sono stati vittima di catastrofi naturali e/o causati dall’uomo. L’INTC utilizza un approccio olistico focalizzato sulla promozione del benessere che considera il corpo, la mente e la spiritualità nelle persone traumatizzate secondo una modalità che include aspetti culturali specifici della società italiana. Ciò significa la continua considerazione di variabili legate alle norme culturali, al genere, all’età e al contesto socio-economico delle popolazioni colpite.

Quando si verifica un evento traumatico, le persone possono perdere membri della propria famiglia ma anche beni che per loro hanno un grande valore come la propria abitazione, le chiese e i monasteri, i luoghi di socializzazione, le aziende, gli allevamenti, i luoghi di lavoro.

Le ferite emotive di tali perdite e cambiamenti possono essere devastanti e sono spesso invisibili. L’Italian National Trauma Center opera al fine di Ripristinare la Speranza e la Dignità Umana cercando di rendere visibile ciò che è invisibile attraverso gli sforzi collettivi della comunità, il Sistema Sanitario locale e le autorità nazionali come la Protezione Civile e la Croce Rossa Italiana.


Salute Mentale dopo il terremoto in Italia

È trascorso più di un anno dalla tragica serie di terremoti che hanno colpito l’Italia centrale, interessando i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, dall’agosto 2016 al gennaio 2017. In questo contesto, ed alla luce dell'ampia letteratura internazionale presente in materia, ci sembra ragionevole cercare di quantificare le possibili conseguenze sulla salute mentale di una popolazione duramente colpita, sul piano umano e materiale. A tal fine abbiamo svolto una breve rassegna della letteratura nazionale comparandola ai dati internazionali.

Sono difatti ben note e documentate a livello internazionale le conseguenze sulla salute mentale di eventi traumatici e catastrofici di massa [1, 2]. Il disturbo da stress post traumatico (PTSD) appare la forma più frequente di disturbo mentale osservato dopo un evento catastrofico [2, 3, 4, 5], colpendo maggiormente gruppi specificamente vulnerabili, come bambini [8] ed individui affetti da precedenti patologie [6, 7], in particolare in zone ad alta esposizione all’evento traumatico [3, 4]. Gli individui affetti da PTSD per l’80-90% hanno almeno un disturbo psichiatrico in comorbidità (depressione, ansia, abuso di sostanze e disturbi dissociativi) e presentano una bassa qualità di vita, con un alto rischio di morbilità per patologie internistiche, disoccupazione ed instabilità di coppia [9, 10, 11, 12].

Abbiamo trovato complessivamente 20 studi italiani che prendono in considerazione le conseguenze riguardo alla salute mentale, a seguito dell'esposizione a catastrofi naturali. Coerentemente con la letteratura internazionale i nostri risultati indicano che il PTSD tende a essere la diagnosi più frequente nelle popolazioni vittime di eventi traumatici [3] con un riscontro medio di diagnosi di PTSD completo nel 25.6 % dei casi esaminati. Coerentemente agli studi internazionali abbiamo trovato livelli di sintomi significativamente più alti tra gli individui situati nelle aree più vicine all'epicentro, sia negli adulti che nei bambini [19, 21] e nelle donne [22]. Tassi di prevalenza del comportamento mal adattativo significativamente più elevati sono stati riscontrati tra soggetti con PTSD, soprattutto di sesso maschile [22]. Vi è stato riscontro di aumento nel periodo post-terremoto di uso di alcol, tabacco e cannabis [24]. Alcuni studi hanno preso in considerazione la presenza di sintomi di somatizzazione e disturbi alimentari, che risultano molto elevati, anche dopo numerosi anni dagli eventi traumatici [13, 14, 18, 23].

Considerando il decorso del PSTD gli studi italiani presentano un tempo medio più alto tra evento e indagine rispetto alla letteratura internazionale, arrivando a valutare un intervallo temporale massimo di 40 anni. Sembra emergere da questi dati che il PSTD sia un disturbo cronico, se non trattato, presentando un'elevata prevalenza, anche se tali dati appaiono in alcuni casi contrastanti ed influenzati dall’entità dell’evento catastrofico e da fattori socioeconomici [18, 20]. Nella letteratura internazionale il numero di studi a lungo termine sul PSTD è limitato, forse dovuto alla diffusa convinzione che i sintomi di PTSD vadano progressivamente e spontaneamente risolvendosi nel lungo periodo. In realtà anche in tale contesto i risultati sono finora contrastanti [2, 15, 16, 17].

Nonostante l'elevato rischio di catastrofi naturali in Italia, molti ambiti di ricerca in questo campo restano ancora inesplorati. Nessuno studio italiano ha fino ad ora preso in considerazione la valutazione sistematica dei bisogni di salute mentale di popolazioni traumatizzate, della prevenzione e terapia e della traumatizzazione secondaria, che può colpire coloro che soccorrono le vittime del trauma. Considerando la vasta letteratura internazionale in materia riteniamo che la ricerca italiana debba dare più peso a questi importanti temi, per riuscire a rispondere meglio ai bisogni delle popolazioni che hanno subito un trauma.


Harvard Italian Team

L’Harvard Italian Team composto da psichiatri, psicologi e medici italiani e americani è profondamente impegnato ad assistere le comunità colpite dai recenti terremoti del Centro Italia. Centinaia di migliaia di residenti locali hanno perso le loro case e il loro sostentamento in seguito a questo disastro iniziato nel mese di Agosto 2016. Purtroppo, è ben noto da studi scientifici internazionali condotti in seguito ad eventi simili, che sei mesi dopo l'evento si evidenzia un aumento dei problemi relativi alla salute mentale. Si stima che il 25% degli adulti e il 10% dei bambini soffrono di gravi problemi di salute mentale a causa del terremoto. Inoltre, i cittadini anziani sono particolarmente vulnerabili. Dopo il terremoto che ha colpito l’Abruzzo nel 2009, l’Harvard Italian Team è intervenuto attraverso un progetto di formazione che ha coinvolto oltre 100 medici italiani provenienti dalle zone colpite. Il progetto ha avuto come suo focus la diagnosi e la cura della salute mentale in seguito ad esperienze traumatiche. Sono stati forniti specifici strumenti di valutazione culturalmente declinati in relazione al contesto italiano e riconosciuti dal mondo scientifico. Gli strumenti sono stati tradotti in italiano e ampiamente diffusi.

L’Harvard Italian Team propone un intervento simile a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del Centro Italia. Questa volta, in considerazione dei molti piccoli paesi danneggiati, l'attenzione sarà concentrata sulla formazione ed il sostegno ai leader delle comunità e ai medici locali.

L’Harvard Italian Team ha il supporto del Prof. Enrico Brugnoli, Direttore del Dipartimento Terra e Ambiente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e del Dott. Ranieri Guerra, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria (Ministero della Salute). Ha il patrocinato del Comune di Orvieto nella persona del Sindaco Giuseppe Germani. Aderisce la Consulta Regionale del Volontariato di Protezione Civile.